Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (Osmate)

Diocesi di Milano - chiesa parrocchiale - Lombardia

Osmate - Piazza Giovanni Paolo I, 2 - VA - 21018

0331/953153

http://www.cpsantateresa.it/

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

XI – La fase più antica oggi individuabile della chiesa di Osmate è documentata dal campanile. Il manufatto, d’età romanica, ancora leggibile nell’apparato decorativo (nonostante le alterazioni), era sfuggito agli studi sino alla segnalazione di Luigi Carlo Schiavi nel 2011, che ne ha individuato il modello nella torre di S. Pietro a Gemonio e ne ha ipotizzato una datazione non anteriore al Mille. Altri resti coevi sono presenti, allo stato di rovina, alla base del campanile; ma è difficile, in attesa di rilievi puntuali, associarli alla primitiva chiesa e servirsene per ricostruire la relazione tra questa e la fabbrica ecclesiastica che l’ha sostituita nei secoli successivi. La dedicazione ai santi Cosma e Damiano era già attestata nel ‘Liber Notitiae Sanctorum Mediolani’ (elenco di altari diocesani redatto all’inizio del XIV sec.), nell’ambito di una manciata di chiese presenti nel territorio della provincia di Varese sorte con identica intitolazione e di riconosciuta, maggiore antichità.
XVII – La storia della chiesa di Osmate è poco documentata. In attesa di spogli documentali e ricognizioni sugli atti delle visite pastorali, è possibile unicamente indicare il 1605 (anno dell’elevazione a parrocchia autonoma, allora compresa nell’ambito della diocesi di Brebbia) come termine post quem per una ricostruzione complessiva che portò l’edificio alle forme che ancora presenta, compreso la sagrestia appoggiata al fianco meridionale dell’abside, ma forse senza la prima cappella aperta a destra della navata, sorta come appendice autonoma nel corso del XVIII sec. Durante i lavori seicenteschi fu ricollocata, nella prima campata sinistra ed entro una bella cornice in marmo, una venerata immagine ad affresco della Madonna degli inizi del XVI sec., strappata da una cappella ossario che probabilmente sorgeva nel cimitero attorno alla chiesa, sacrificata per l’ampliamento dell’edificio.
XVIII – L’unica cappella laterale della chiesa parrebbe costruzione del tutto autonoma giustapposta al corpo di fabbrica principale nel corso del XVIII sec. (forse verso la fine di quel secolo) e collegata alla navata per mezzo dell’arco che si apre nella parete destra della prima campata. L’ambiente, rettangolare, conserva un altare oggi dedicato al Sacro Cuore ed è completato da una cupolina non estradossata impostata su un ovale.
1718 – Il XVIII sec. era stato inaugurato con la posa di un interessante altare-tabernacolo in legno scolpito, dipinto e dorato, manufatto relativamente tardo di una lunga tradizione che, a partire dal XVI sec., aveva portato alla capillare diffusione di numerosi esemplari nell’area prealpina e nel Varesotto in particolare. La parete posteriore del tempietto mostra una lunga iscrizione dedicatoria e la data di esecuzione o di installazione: 1718.
XX – La facciata è frutto di una radicale rivisitazione dei primi anni del XX sec., ma è opera poco documentata al pari di altri interventi che interessarono nei secoli la chiesa. L’ignoto progettista introdusse elementi di sapore neoromanico, accentuò l’andamento a capanna del prospetto, introdusse una trifora centrale e coronò il timpano con un orologio pubblico.
1918 – L’interno della chiesa presenta una ricca decorazione, non sempre felice. Le opere non sono documentate, ma vanno certo riferite a una fase novecentesca e collegate, forse, alla data del 1918 che si legge nei riquadri figurati ai lati del presbiterio.

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