XVI – La chiesa è menzionata una prima volta nel 1552 come ‘S. Anna alla fornace’. Non sono noti dati dimensionali o descrittivi; dai pochi documenti si apprende solamnete che era considerata “di poco conto” (Franchini, 2007).
1665 – Nel 1665 tale Carlo Della Porta ottenne il permesso di ricostruire e di officiare il piccolo oratorio, già allora (e sino al 1967) di proprietà privata. I lavori furono, in qualche modo ingenti, anche e soprattutto sotto l’aspetto decorativo. Rimodellato l’invaso, fu innalzata la nuova facciata che è ancora quella attuale; al centro del prospetto fu dipinta un’Annunciazione (nel 1691 sostituita con una rappresentazione dedicata a sant’Anna). Nel presbiterio, s’immagina integralmente riconfigurato per l’occasione, trovarono invece posto alcuni cicli affrescati con i santi Pietro e Paolo e, sulla volta sopra l’altare, di Dio Padre.
1886 – Nel 1806, don Giuseppe Della Porta lasciò agli eredi l’onere di solennizzare ogni anno il giorno della titolare, indizio di una continuità plurisecolare nella titolarità del piccolo edificio sacro nelle mani della famiglia. La chiesa fu oggetto di numerosi interventi nel corso del XIX sec., tutti non documentati. La navata, in particolare, sarebbe stata ricostruita aumentandone le dimensioni sia in lunghezza (verso il presbiterio), sia in larghezza, come sembra di poter concludere confrontando il passo ristretto della facciata e della prima campata, corrispondente alla chiesa seicentesca, e quello dell’attuale aula fedeli. L’opera avrebbe comportato anche la riconfigurazione del presbiterio, con posa di un nuovo altare maggiore. I lavori andrebbero fissati agli ultimi decenni del secolo. Fornisce, forse, qualche appiglio la data del 1886 iscritta sul fusto della torre campanaria, certamente sopraelevata (se già esistente) in quell’anno.
1987 – La chiesa fu sottoposta a interventi di restauro nel 1987; in quell’occasione, certamente, fu steso un nuovo intonaco sulla facciata, furono rinnovati gli intonaci interni e posate nuove lapidi all’ingresso, in memoria del personale “personale deceduto per incidente di volo” della ditta S.I.A.I. Marchetti. Dagli Anni Trenta del Novecento, infatti, la chiesa era diventata luogo di culto per i numerosi operai della vicina ditta, specializzata dal 1915 nella produzione di idrovolanti.

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