Chiesa della Beata Vergine Maria Immacolata (Sesto Calende)

Diocesi di Milano - chiesa sussidiaria - Lombardia

Sesto Calende - Via Indipendenza, 15 - VA - 21018

0331/924271

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

1880 – La chiesa sarebbe stata costruita nel 1880 nell’ambito del complesso delle Suore Orsoline di Sesto Calende (Trigari Monti-Bonini Rosini). L’istituzione era stata fondata nel 1855 da un giovane prete, don Carlo Sammartino, allo scopo di avviare anche nella località sul Ticino attività filantropiche dedicate alle fanciulle. Dal 1859 il progetto educativo e il fabbricato destinato allo scopo erano passati di ragione esclusiva delle consorelle che, tra 1866 e 1873, anche per far fronte all’ampliamento dell’offerta formativa, avevano provveduto a ingrandire e adeguare la sede originaria. La primitiva cappella fu dedicata al Sacro Cuore di Gesù e possedeva due altari laterali dedicati alla Madonna Immacolata e a san Giuseppe.
1880 – Difficile stabilire quanto la prima cappella sia stata ingrandita sino alle forme attuali. L’analisi dell’edificio e delle caratteristiche architettoniche induce a collocare queste trasformazioni nell’arco di pochi decenni successivi alla data di costruzione individuata dalle fonti (1880). La nuova chiesa doveva essere concepita come una sorta di ‘chiesa doppia’, ossia con due navate contrapposte all’altare maggiore in maniera tale da assicurare la partecipazione alla liturgia sia per pubblico e scolari, sia alle religiose.
1971 – La chiesa fu sottoposta a un radicale ripensamento in occasione dei lavori di adeguamento liturgico, completati nel 1971. Nell’occasione della revisione dell’area presbiteriale e della tipologia dell’altare maggiore, infatti, fu certamente eliminato ogni diaframma innalzato in origine per separare il pubblico dal coro destinato alle monache. Per rimarcare il carattere di riforma dello spazio sacro, le campate centrali della chiesa corrispondenti al nuovo presbiterio furono rivestite di pannelli di marmo posati a disegno e furono riconfigurate come un nuovo arco sacro rivestito in cemento a vista.

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