Chiesa di Sant’Afra (Brescia)

Diocesi di Brescia - chiesa parrocchiale - Lombardia

Brescia - Corso Magenta 68 - BS - 25100

030/3755517

Approfondimenti su BeWeb

1321 – La storia della chiesa di Sant’Afra e del monastero attiguo si dirama da quella della chiesa di Sant’Eufemia della Fonte, collocata a est della città murata. Questa chiesa e il convento annesso, gestiti dai Benedettini, erano sempre stati molto esposti agli attacchi esterni e alle invasioni essendo fuori le mura, tanto che dalla fondazione avvenuta nel 1022 all’inizio del Trecento, il complesso era stato occupato e semidistrutto già due volte e la situazione economica verteva ormai al peggio. Nel 1321 l’abate di Sant’Eufemia acquista per questo motivo un fabbricato degli Umiliati a Torrelunga, oggi corrispondente all’area di Piazzale Arnaldo e all’attuale chiesa di Sant’Afra, seguendo il comportamento di altri monasteri benedettini della diocesi che avevano sede fuori dalle mura urbane.
XV – L’appellativo era utilizzato fino alla prima metà del Novecento soprattutto per distinguere questa chiesa dall’omonima chiesa di Sant’Afra in via Francesco Crispi che, dopo essere stata distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu ricostruita mutando l’intitolazione in chiesa di Sant’Angela Merici, tuttora presente. Non essendoci più omonimia, pertanto, l’appellativo “in Sant’Eufemia” è oggi in disuso.
1444 – L’autorizzazione alla costruzione di un nuovo convento con annessa chiesa, risale al 1444 con bolla di Papa Eugenio IV.
1462 – I lavori della costruzione della chiesa hanno inizio nel 1462.
1478 – Nella cripta era presente fino alla seconda metà dell’ottocento, l’arca di San Paterio, eseguita nel 1478 circa, da allora esposta nel Museo di Santa Giulia.
XVI – Sul lato destro della controfacciata si trova il piccolo vano del battistero, contenente un pregevole fonte battesimale proveniente dalla chiesa di Sant’Angela Merici, ottagonale e di modeste dimensioni.
1526 – Nel 1526 il Moretto esegue la Pala dell’altare maggiore dedicata a Sant’ Eufemia, posta ad ornamento della chiesa dopo la sua fondazione.
XVIII – LViene realizzato l’altare, che accoglie le reliquie di san Paterio in un’elegante urna marmorea, opera dello scultore Antonio Calegari.
XVIII – Antonio Mazza e Carlo Innocenzo Carloni realizzano l’apparato decorativo di tutta la chiesa, compresa la volta e la cupola.
1797 – Nel 1797 il monastero viene soppresso, mentre la chiesa resta aperta e officiata.
1859 – Nel 1859 il complesso conventuale limitrofo alla chiesa diventa sede degli uffici del comando militare nazionale e ancora oggi è sede della caserma Goito.
1867 – Sull’altare maggiore, posto sulla parete di fondo del coro, si trova la grande pala con le Sante Caterina, Barbara, Agnese, Lucia, Cecilia ed Eufemia di Enea Salmeggia, che sostituì nel 1867 la pala del Moretto.
1479 – Nel 1479 la chiesa è terminata e le reliquie di san Paterio, antico vescovo della città di Brescia, vengono trasferite nella loro nuova sede, in una nuova arca collocata nella cripta sotto il presbiterio.

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