Chiesa dell’Immacolata (LAVENO MOMBELLO)

Diocesi di Milano - chiesa sussidiaria - Lombardia

Laveno-Mombello - Via Tinelli 22 - VA - 21014

0332/667358

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

1722 – Il 22.III.1722 il nob. Ferdinando Tinelli presentò alla curia di Milano il disegno di un oratorio privato a tre altari, da innalzare a Laveno “sotto il titolo della Immacolata Vergine Maria”. L’edificio fu ultimato nel 1727, come da data leggibile (anche se ripresa) all’esterno e fu benedetto il 27.II.1733 dal prevosto di Leggiuno. Il progetto, ancora reperibile nell’Archivio Diocesano di Milano, era di buona qualità, anche se disatteso in corso d’opera soprattutto nella definizione dell’involucro esterno. È suggestivo, quindi, intravvedervi la mano del milanese Gio. Battista Riccardi di cui i Tinelli si sarebbero serviti anni dopo (dal 1750 ca.) per la ridefinizione in termini grandiosi del giardino a tre livelli della dimora famigliare, ancora oggi conservata a monte del tempietto.
1833 – Nel 1802 la proprietà passò nelle mani della chiesa di Laveno e l’edificio venne adibito a luogo di riunione spirituale per la confraternita del SS. Sacramento. In tal modo, l’oratorio, che la stessa confraternita aveva costruito sul fianco meridionale della parrocchiale almeno dal XVIII sec., diventava disponibile per dar corso all’ampliamento della chiesa. Proprio durante questi ingenti lavori (1832), l’oratorio dell’Immacolata accolse le funzioni principali che non potevano essere temporaneamente svolte nella chiesa maggiore. Per adeguare la chiesetta alle nuove funzioni parrocchiali fu innalzato un campanile a vela sul tetto (1833) e fu creata una casa per il coadiutore (1857).
1979 – La campagna di restauri promossa nel 1979 e conclusa nel 1980 portò alla soppressione degli altari laterali (dedicati a sant’Anna e al Crocifisso), alla posa di un nuovo pavimento in cotto e di una bussola in cristallo all’ingresso e si concluse con la riforma dell’altare maggiore in omaggio alle norme post-conciliari.