L’edificio della chiesa parrocchiale attuale sorge sulla medesima area sulla quale sorgeva la più antica chiesa – pure dedicata a San Cassiano e dal secolo XVI anche a Sant’Ippolito – risalente almeno al XIII secolo.
Le sue piccole dimensioni e la crescita della popolazione indussero i parroci della prima metà dell’Ottocento a chiedere alla comunità municipale di Vanzago (a cui competeva per legge austriaca) l’aiuto finanziario per costruire una chiesa più ampia.
La ricostruzione fu iniziata nel 1858, ad opera del parroco don Masera e del sindaco Giuseppe Meraviglia, su progetto dell’architetto Giacomo Moraglia, ormai anziano ma famoso nel milanese per i tanti progetti importanti da lui curati.
Subito fu utilizzata per tutte le funzioni parrocchiali; ma le finiture e gli arredi richiesero ancora parecchi anni per il completamento, sotto la guida del parroco Annoni. La definitiva consacrazione fu celebrata dal card. Andrea Ferrari – poi proclamato Beato – il 26 ottobre 1901, dopo che il parroco Bellani aveva promosso le ultime rifiniture, il nuovo pavimento e le decorazioni pittoriche.
Nel 2012 sono iniziati i lavori di restauro, durati circa due anni. Il rifacimento della pavimentazione, integrata con il riscaldamento a pavimento e con sistemi avanzati di monitoraggio dell’umidità dell’edificio, la ricolorazione delle pareti interne e la ricostruzione del pulpito ligneo, come da antica collocazione, sono le principali modifiche apportate.
L’implementazione di un nuovo impianto di illuminazione, con fari opportunamente direzionati, ha portato ad una maggiore luminosità capace di far risaltare tutti gli affreschi perfettamente restaurati.
La chiesa parrocchiale è di matrice neoclassica.
Internamente lo spazio è scandito da colonne che tripartiscono l’aula in navata maggiore e due navate laterali, senza transetto.
Il presbiterio, a base quadrata con cupola soprastante dipinta con i santi Ippolito e Cassiano, contiene il monumentale altare settecentesco; lo spazio è concluso dal catino absidale, anch’esso dipinto con la figura del Cristo tra Maria e Giuseppe.
Le navate laterali terminano con due nicchie con altare, dietro ai quali si pongono gli spazi delle sacrestie e del campanile, accessibili dal presbiterio.
La navata centrale è suddivisa in campate, coperte da volte a padiglione; le colonne presentano capitelli corinzi e una marcata trabeazione soprastante.
L’illuminazione naturale proviene da finestre semicircolari poste nelle navate laterali e da alcune vetrate di recente realizzazione.
La copertura della chiesa è a falde con struttura in legno e manto in tegole portoghesi.
La facciata, molto semplice, è tripartita verticalmente da lesene; la scansione orizzontale è data dalla fascia marcapiano; la parte centrale è coronata da un timpano.
VIII – La chiesa ottocentesca dei santi Ippolito e Cassiano sorge sul sedime di una chiesa preesistente, le cui prime notizie risalgono all’VIII e IX secolo, dedicata a san Cassiano. Sono documentati lavori all’interno della chiesa nel corso dei secoli e la presenza di un camposanto antistante l’edificio.
XIX – Nella seconda metà dell’Ottocento vennero dipinte le volte e completate le decorazioni interne. Il dipinto sul catino absidale è opera del pittore Garavaglia.
1856 – La chiesa venne completamente demolita per lasciare spazio alla costruzione di una chiesa più ampia, progettata dall’architetto Giacomo Moraglia. Nel 1860 la nuova chiesa era agibile.
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