Basilica di San Vincenzo in Prato (Milano)

Diocesi di Milano - chiesa parrocchiale - Lombardia

Milano - Via D.Crespi 6 - MI - 20100

02/8373107

https://www.santimartirimilano.it/sanvincenzo/

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

IX – Il più antico documento in cui si fa menzione della chiesa risale al 806, quando l’arcivescovo di Milano concesse all’abate di Sant’Ambrogio, Arigauso, la corte detta “Prata” con un oratorio dedicato al martire Vincenzo. La chiesa venne costruita su un’area anticamente destinata a necropoli.
X – L’attuale complesso architettonico sembra risalire alla seconda metà del X secolo, mentre l’abside centrale sarebbe del XI secolo.
1386 – L’abate Beno dei Pretoni di Bernareggio fece riparare e decorare la chiesa. In quegli anni furono probabilmente murati i tratti finali dei colonnati.
1464 – A metà del XV secolo, i Zavattari stavano lavorando alla decorazione dell’abside.
XVI – Con l’abbandono del cenobio da parte dei monaci la chiesa andò incontro ad un periodo di decadenza. Nel Seicento vennero intrapresi piccoli lavori di riparazione: l’aggiunta di un fonte battesimale nella navata sinistra, la costruzione del campanile in forme barocche, previa demolizione dell’absidiola destra.
1729 – La chiesa fu restaurata e imbiancata e vennero collocati all’interno i dipinti di Giuseppe Ripamonti e di Pietro Maggi.
1787 – Con l’abolizione della parrocchia e due anni dopo – il 24 ottobre 1789 – la soppressione, i beni di proprietà della chiesa vennero espropriati e l’immobile venne utilizzato per gran parte del XIX secolo per scopi disparati: magazzino, stalla, conserva e fabbrica di acidi.
1880 – Vennero intrapresi importanti lavori di restauro stilistico dell’immobile sotto la direzione dell’ingegnere Giovanni Magni e dell’architetto Gaetano Landriani: furono eliminati molti elementi barocchi tra cui il campanile, che venne riedificato in stile romanico, furono ricostruite le due absidiole laterali e la facciata fu completata. Il progetto per il nuovo campanile e per i locali della sacrestia fu ideato dall’ingegnere Enrico Combi.
1932 – Fu costruito il Battistero, come edificio esterno alla chiesa, su disegno dell’architetto Paolo Mezzanotte. Qui fu collocata l’acquasantiera proveniente dall’antica chiesetta demolita di S. Nazaro in Pietrasanta (in via Dante) che inizialmente in maniera provvisoria era stata collocata in una nicchia all’inizio della navata di sinistra.
1962 – Fu rifatta la pavimentazione interna della chiesa in lastre di beola levigata con un motivo a croce a superficie martellinata alla base delle colonne. La nuova pavimentazione, dono della famiglia Fraizzoli, sostituì la antica pavimentazione in cotto risalente al restauro ottocentesco, molto manomessa dopo l’installazione dell’impianto di riscaldamento.
1970 – Furono intrapresi importanti interventi di restauro e adeguamento del complesso a cura degli architetti Vito e Gustavo Latis, tra cui l’eliminazione delle ridipinture ottocentesche ad eccezione del rivestimento musivo del catino absidale, l’adeguamento liturgico del presbiterio, l’aggiunta delle vetrate artistiche opera di Marta Latis.
1988 – Restauro della cripta a cura degli architetti Vito e Gustavo Latis.

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