La Chiesa prepositurale di Santo Stefano, capo-pieve per tanti secoli, è situata nel centro storico di Mariano Comense.
La dedica al Santo permette di far risalire la fondazione al V secolo d. C. Ne è testimonianza una capsella liturgica (cassettina-reliquiario) contenente frammenti di lamine d’argento con motivi di origine pagana, appartenente a quel periodo e trovata nel 1574 sotto l’altare che si trovava nel Battistero.
La Chiesa è ricordata in seguito in diversi documenti dell’XI secolo e nel 1192 si sa che essa aveva un collegio canonicale i cui statuti furono rinnovati anche nel XVI secolo.
Mentre il Battistero adiacente si è trasformato, mantenendo però fino ad oggi la sua caratteristica romanica, la Chiesa giunta fino ai nostri giorni ha subito numerose modifiche.
La chiesa è ricca di storia e di opere artistiche: trovate la descrizione dettagliata nella sezione CRONOLOGIA e COSA VEDERE
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A causa del ribaltamento dell’asse della chiesa attuale il sagrato si presenta di dimensioni modeste ed è attraversato da una strada che accede alla parte più antica del quartiere.
Si noti che la torre campanaria presenta porzioni di muratura differenti che indicano un antico possibile utilizzo militare della parte inferiore della struttura, che è stata terminata a cuspide solo nel 1936.
Accanto alla chiesa prepositurale, sulla sinistra, si trova il battistero di San Giovanni, importantissima memoria della storia del territorio.
La porzione edificata a destra della chiesa ospita invece una cappella dedicata a Sant’Anna.
Da questo passaggio e dalla navata destra della chiesa si accede al Cortile di Francesco, piccolo spazio di raccoglimento recuperato di recente ed utilizzato come luogo di ritrovo per incontri ed eventi culturali.
Il corridoio di accesso al cortile ospita reperti ritrovati duranti gli scavi archeologici della chiesa; una piccola raccolta di arte sacra conserva preziosi paramenti e antichi libri liturgici conservati con cura.
Normalmente questi ambienti non sono accessibili ma sono visitabili durante gli eventi che i volontari della parrocchia propongono con regolarità.
Potete trovare il calendario qui sotto oppure chiedere informazioni per organizzare la tua visita scrivendo a segreteria@comunitapastoralemariano.it
I resti della chiesa romanica
I lavori posti in essere negli anni ‘80 del novecento hanno posto in rilievo schematicamente la pianta delle costruzioni precedenti, fino a risalire alla stessa epoca cui appartiene l’attuale Battistero. È emersa la parte inferiore del perimetro orientale, con tre absidi in muratura, corrispondenti alle tre navate in cui era divisa la basilica. Verso la fine del secolo XI quindi l’intero complesso della chiesa plebana era stato ricostruito, probabilmente in seguito al grande rinnovamento della Chiesa ed anche come segno del nuovo sviluppo economico e politico della comunità.
Le successive modifiche
Lo scavo ha mostrato i resti di una successiva modifica, avvenuta prima della metà del Cinquecento. La Chiesa ha assunto un impianto quasi rettangolare a tre navate, come si osserva in un disegno del 1570. Il presbiterio, con l’altare maggiore ed il coro orientati verso ovest, era di forma rettangolare sopraelevato di tre gradini. Sotto il pavimento erano posti, secondo l’uso, vari sepolcri, collocati vicino ai vani delle cappelle, appartenenti a famiglie signorili, come dimostrano delle lapidi iscritte negli anni 1616 e 1617. Le tombe sono del tipo a camera, in mattoni e con volta a botte.
All’epoca di San Carlo appartengono l’inversione dell’orientamento e l’avvio dell’ampliamento dell’edificio. La Chiesa prima si affacciava a ovest verso uno spazio a prato e coltivo, nei pressi della vecchia Roggia; il nuovo accesso alla chiesa rivolto verso est corrispondeva meglio all’assetto urbanistico del paese in espansione e incontrava il desiderio borromaico di una maggior funzionalità delle chiese. Anche il battistero venne presto provvisto di una porta con atrio ad oriente come la chiesa plebana. L’altra modifica riguarda l’ampliamento dell’edificio, pressoché tutto ricostruito, secondo un piano il cui disegno ebbe l’approvazione dello stesso San Carlo nel 1583 per arrivare ad un decoro proprio di una chiesa capo-pieve.
Il laborioso intervento ebbe inizio a partire dalla zona del presbiterio, fra il 1589 e 1606, anche se la sistemazione decorativa dovette procedere per diversi anni.
La nuova chiesa verrà consacrata il 25 luglio 1645 dal Vescovo di Bobbio Francesco Maria Abbiati per mandato del Cardinale Cesare Monti Arcivescovo di Milano.
Il complesso della chiesa plebana era circondato su tre lati da una muratura ed era adibito in buona parte a cimitero. In essa si trovavano l’antico Battistero sul lato meridionale ed il campanile, una torre quadrata isolata, sul lato settentrionale.
Nella sua visita pastorale nel 1606 il Cardinale Federico Borromeo dà una precisa descrizione dello stato dell’edificio, annotando la mancanza di decorazioni pittoriche, della sagrestia e dei portali laterali della facciata. Anche il Cardinale Archinto segnala nel 1704 il cattivo stato della chiesa. Nel 1762 l’Arcivescovo Pozzobonelli durante la visita pastorale descrive con precisione ogni parte e le dimensioni dell’edificio.
Le cappelle laterali sono diventate sei e, forse per il ruolo cimiteriale della chiesa, i sepolcri per le famiglie nobili, per gli scolari delle confraternite e per i canonici sono aumentati fino al numero di sedici.
La pianta dell’edificio è ancora rettangolare a tre navate, scandita da dieci colonne.
Un ultimo intervento importante avverrà intorno alla metà dell’ottocento con l’aggiunta del transetto, facendo assumere alla Chiesa l’attuale pianta a croce latina.
La facciata di ordine ionico e corinzio decorata con statue verrà ricostruita nel 1910 in seguito al crollo della precedente.
A partire dal 1953 vennero eseguiti lavori di restauro dell’edificio con la revisione del tetto, il restauro degli esterni e delle pareti interne. Nel 1967 vennero eseguiti gli interventi di adeguamento liturgico del presbiterio con la rimozione delle balaustre e la formazione della mensa in marmo posizionata centralmente allo spazio, che venne consacrata nel 1989.
1. Accessibilità
Tutti gli ambienti sono accessibili anche a persone con disabilità
2. Come arrivare
- Come arrivare:
- Indicazioni In auto: Da Milano uscita SS 36 Verano Brianza direzione Cantù; oppure uscita della SP 32 tra Novedrate e Arosio
- In treno: TRENORD linea Canzo Asso. La stazione si trova a circa 500 metri.
3. Parcheggi
Grande parcheggio in via Porta Spinola; gratuito ma con disco orario, dista 100 metri dalla Chiesa. L’accesso al sagrato non è consentito in auto (ZTL)
4. Punti di ristoro
La chiesa è situata nel centro storico, Sono facilmente raggiungibili alcuni punti di ristoro percorrendo il corso pedonale accanto al campanile.
5. Orari di apertura
La chiesa è aperta tutti i giorni. Le visite sono sospese durante gli orari delle funzioni liturgiche
6. Crediti
- Gabriele Trezzi
- Fotografie di Davide Cerati per il volume Laudate Dominum edito dalla parrocchia
- Vecchia Mariano di Gianfranco Lucca, Dino Mauri, Egidio Novati e Giuseppe Secchi
- Morano Simone
Cosa vedere
Scopri le opere presenti presso Chiesa di Santo Stefano Protomartire (Mariano Comense)
Nei dintorni
Via Santo Stefano, 46, Mariano Comense, CO, Italia
Mariano Comense
Giussano - via Massimo D'Azeglio, 32 - MI - 20034
Battistero di San Giovanni Battista (Mariano Comense)