Chiesa di Santa Maria Assunta (Casiglio, Erba)

Diocesi di Milano - chiesa parrocchiale - Lombardia

Erba - Via Cantu', 19 - CO - 22036

031/627178

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XIV – Nel novero delle parrocchie ambrosiane, S. Maria di Casiglio è una delle poche delle quali si conosce con certezza il nome e la data di fondazione. Il documento di riferimento, rogato il 4 ottobre 1344 dal notaio e cancelliere arcivescovile Petrino de Fasoli, si apre con l’istanza rivolta all’arcivescovo Giovanni Visconti per ottenere il trasferimento delle prerogative da S. Nazario in Carcano alla edificanda chiesa di Casiglio.
Dopo la distruzione del castello di Carcano, al tempo di Federico I (1160), la chiesa castrense di S. Nazario rimase isolata e priva di abitazione per il rettore. Inoltre i fedeli di Casiglio, per frequentarla dovevano attraversare un vallo sovente inondato.
Da qui la Famiglia Parravicini , in particolare Beltramino, allora vescovo di Bologna, volle onorare quella terra. Infatti la costruzione di una residenza dignitosa affiancata alla parrocchia mostrò la potenza e l’agiatezza della nobiltà dei Parravicini. Sorse così, tra il 1344 e il 1348 il nuovo edificio
XVI – I Parravicini per secoli mantennero il diritto di patronato sulla parrocchiale di S. Maria di Casiglio, avendo cura di scegliere ecclesiastici appartenenti al loro casato o comunque legati ad esso. La chiesa in origine dipendeva dalla parrocchia di Carcano in Albavilla.
Talvolta per assicurarsi un beneficio ecclesiastico non erano sufficienti referenze parentali ma occorreva un versamento di ingenti somme da parte di un garante. Ecco che Pietro Martire Parravicini, nel 1565, sborsò ben 300 scudi d’oro per acquistare al figlio la parrocchiale di Casiglio.
Alla fine del XVI secolo, le località sottoposte alla cura di S. Maria erano sei: Parzano, Castelnuovo, Campolasso, Parravicino, Casiglio, Castellazzo.
Nel 1754 S. Carlo Borromeo decretò la fusione delle parrocchie di S. Maria e di S. Nazario, nell’unica sede di Casiglio.
1569 – I Delegati Cermenati e Pessina nel 1569 trovarono la chiesa “longitudinis passuun 20, latitudinis 10”. A sinistra di chi entra si trova una cappella con altare intitolato a S. Cristoforo, patrono della famiglia Parravicini. Sul lato sud, l’abitazione del parroco comunicava con il presbiterio mediante una porta, sopra la quale si alzava il campanile con due campane. Un secondo accesso si apre dallo stesso lato per mettere in comunicazione la cappella maggiore con la sacrestia. Il cimitero era situato davanti alla chiesa .
1777 – La chiesa fu ampliata nel 1777 e nel 1842 fu totalmente ristrutturata nella forma attuale, con l’aggiunta dell’abside, a cura dell’architetto A. Moraglia che progettò anche due navate laterali ma che non furono mai realizzate.
1920 – Tra le due guerre, e precisamente alla fine del 1920, fino agli inizi del 1920, la chiesa venne rinnovata nell’apparato decorativo con affreschi del pittore bresciano Eliodoro Coccoli. l’ultima consacrazione risale al 1934 a cura del card. Schuster.

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