Chiesa di San Pietro alla Pieve (Vilminore di Scalve)

Diocesi di Bergamo - chiesa sussidiaria - Lombardia

Vilminore di Scalve - via Trebolt - BG - 24020

0346/51039

Approfondimenti su BeWeb

1100 – nel XII secolo venne edificata la prima chiesa della Valle alla quale facevano riferimento i fedeli di tutte le contrade della Valle di Scalve
1691 – in seguito all’istituzione di nuove parrocchie nella valle, tra le quali anche quella di Santa Maria a Vilminore, crearono motivi di liti tanto che il vescovo Daniele Giustiniani nel 1691 emanò un decreto di unificazione delle due chiese del paese di Vilminore e l’edificazione di una unica in posizione più centrale rispetto all’abitato.
1694 – demolizione dell’intera chiesa originaria
1785 – nel 1785 per iniziativa di Francesco Ottavio Albrici di Vilminore di Scalve venne costruita l’attuale chiesa a pianta ottagonale in ricordo dei morti della peste del 1630.
1981 – il 10 maggio 1981 il consiglio AVIS e AIDO della Valle di Scalve, verificata la disponibilità data dalla Parrocchia di Vilminore quale proprietaria dell’immobile, decide di scegliere la struttura quale punto d’incontro.
1981 – dopo la delibera concessa dalla parrocchia si intraprese un consistente intervento di recupero dell’immobile, la cui mancata manutenzione perpetuatasi per molto tempo aveva danneggiato l’edificio. Tra i lavori venne rifatto il tetto, l’impianto elettrico e il pavimento con la formazione del vespaio areato, inoltre vennero restaurate la pala centrale dell’altare e altri quadri. I lavori terminarono il 16 maggio 1982.
1983 – il 5 giugno 1983 in occasione di una cerimonia la piccola chiesa venne proclamata “Tempio del Donatore bergamasco AVIS AIDO”.
2008 – nel 2008 diversi lavori di restauro conservativo interessarono la chiesa: eliminazione delle infiltrazioni d’acqua dall’alto mediante sistemazione della copertura e rifacimento delle opere di lattoneria; realizzazione di intercapedine areata esterna alla muratura perimetrale; asportazione delle parti d’intonaco irrimediabilmente compromesso dal degrado o incoerente con il supporto e consolidamento delle fessure; protezione degli intonaci tramite tinteggiatura a base di silicato di potassio non stabilizzato, nel rispetto degli attuali cromatismi di facciata; pulitura del muretto delimitante il sagrato; pulitura delle cornici di pietra; restauro delle porte in legno della chiesa e della sagrestia.