Chiesa di San Michele (S. Michele, Porto Valtravaglia)

Diocesi di Milano - chiesa sussidiaria - Lombardia

Porto Valtravaglia - Via S.Michele - VA - 21010

0332/547089

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

X – La chiesa, piccolo gioiello romanico sorta in ambiente rurale, ha caratteristiche di notevole antichità. Non è ancora sciolta, tuttavia, l’esatta cronologia delle fasi costruttive. Secondo studi più recenti, il primato spetterebbe all’abside, sicuramente opera della seconda metà del X sec. Non è escluso che, in origine, l’abside formasse una sorta di cappella aperta, magari protetta da un portichetto antistante, secondo una tipologia replicata per secoli nell’Alto Verbano, solo in un secondo momento, a questa cappella sarebbe stata aggiunta un’aula per i fedeli coperta, così da costituire una vera e propria chiesa.
XI – La navata della chiesa di S. Michele è argomento di discussione. Se, infatti, l’abside ha caratteristiche saldamente riconducibili al X sec., la navata, piccola aula rettangolare coperta con volte scandite in due campate, possiede più di un elemento perché possa essere riferita ad opera alto medievale: l’esilità delle sezioni murarie e il profilo lievemente oltrepassato dell’arco trasversale di sostegno alle volte. La difficoltà dell’assegnazione a tempo più antico o più recente è condizionata dall’ambito culturale di realizzazione, a forte vocazione rurale e, come tale, d’istinto più conservatore. Allo stato delle ricerche, sembrerebbe, dunque, che la navata sia stata giustapposta nel XI sec. all’abside, in origine semplice cappella aperta.
XII – Nell’incertezza delle fasi cronologiche della chiesetta, il momento in cui furono inserite le volte a botte nel vano della navata rappresenta uno dei pochi punti fermi. L’opera, come si evince dalle tecniche costruttive e dal parallelo con altri edifici sacri del XII sec. nell’Alto Verbano Lombardo, fu compiuta nel entro la metà del XII sec.
XII – L’opera di decorazione interna fu compiuta in diverse fasi a partire dal XII sec. e si concluse nel XVI sec. con il grande affresco della Madonna “del latte” tra santi eseguito da Guglielmo Jotti da Montegrino nella prima campata sinistra dell’aula fedeli.
1972 – Nel 1972 furono costruiti tre contrafforti esterni lungo la parete settentrionale della navata, così da porre rimedio alla spinta delle volte interne. Le opere facevano seguito ad altri e più modesti interventi strutturali intrapresi dal 1945 in poi.
2000 – Nel 1995, don Walter Casola, parroco di Porto Valtravaglia, promosse una intensa e definitiva campagna di consolidamento e restauro conservativo dell’antico edificio. I lavori, con il sostegno di enti pubblici, furono coordinati dall’ing. Carlo Vandoni e avviati nel 2000. Si pose mano a: rifacimento del manto di copertura; opere di consolidamento tramite sottomurazione; formazione di vespaio interno e posa di nuova pavimentazione; recupero delle tessiture murarie delle pareti perimetrali interne; restauro conservativo dei cicli di affreschi, ad opera del laboratorio di restauro di Giorgio Baruta.

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