Chiesa di San Maurizio (Mevate, Erba)

Diocesi di Milano - chiesa parrocchiale - Lombardia

Erba - Via Alserio 2 - CO - 22036

031/641974

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XIII – La chiesa e già citata alla fine del Duecento da Goffredo da Bussero, che divenne parrocchiale solo nel 1741.
Pozzobonelli ne sancì la separazione da San Cassiano di Buccinigo. Poco dopo l’erezione a parrocchia, nel 1744, fu completamente restaurata.
Nel Cinquecento, la chiesa risultava a navata unica, con due cappelle absidali, una delle quali senza dedica: quella di sinistra era dedicata a S. Maurizio mentre l’altare di destra a S. Antonino, santo guerriero associato a S. Maurizio nel martirio.
Solo alla fine del Cinquecento vennero demolite le due absidi e costruita un’unica abside semicircolare, il cui altare fu dedicato a S. Maurizio e all’Immacolata. Poco dopo l’erezione a parrocchia, la chiesa venne restaurata ed ingrandita da Antonio Parravicini, ingegnere collegiato, che nel 1746 progettò anche la cappella di San Gaetano.

XVI – In origine il campanile di S. Maurizio in Mevate era tipico romanico con monofore sovrapposte su ognuno dei quattro lati, come si apprende dall’assonometria tardo cinquecentesca.
Già in occasione della Visita pastorale del 1569, a cura dei Delegati Carminati e Pessina, si descrive un campanile con una sola campana.
Nel 1672, dallo Stato Generale delle Parrocchiali di Erba, si apprende che le campane erano due.
Nel 1752 il cardinale Pozzobonelli descrive il campanile con quattro campane.
1857 – Il Chronicon parrocchiale, iniziato dal sacerdote Carlo Mauri nel 1898, descrive la ricostruzione della torre campanaria, con il relativo castello e la sostituzione delle vecchie campane con altre provenienti dalla chiesa dell’incoronata di Milano e adattate alla struttura di Erba.
1870 – Nel 1870 il parroco di S. Maurizio, don Soncini, dotò la chiesa di un organo Carrera, in sostituzione del precedente a tre mantici.
Nel 1884, 1898 e 1928 si resero necessarie alcune opere di manutenzione allo strumento.
Si tratta di un organo a trasmissione meccanica entro cassa lignea addossata alla contro facciata, sopra alla bussola d’ingresso.
1931 – Nel 1931 Il curato don Leodarno Brusa propose un nuovo concerto di 5 campane su nuova incastellatura ma la canna della torre campanaria era troppo stretta per permettere lo scorrimento di cinque funi. In collaborazione due ingegneri (Prospero Barigozzi e Luigi Zappa) si trovò la soluzione di assottigliare la muratura perimetrale della torre campanaria da cm 65×85 a 105×125, scalpellando il muro in pietra e calce, asportando grossi quantitativi di materiale. Due muratori lavorarono sei settimane per completare lì’intervento.
il giorno 2 agosto 1931 arrivarono le cinque nuove campane lucenti e finemente decorate con figure di santi e fregi in rilievo: La quinta campana è dedicata a Cristo Re, la quarta alla Madonna Immacolata, la terza a S. Gaetano, la seconda a S. Maurizio e la prima agli Angeli custodi.

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