Chiesa di San Martino Vescovo (Besnate)

Diocesi di Milano - chiesa parrocchiale - Lombardia

Besnate - Piazza Mazzini, 10 - VA - 21010

0331/274175

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

850 – La costruzione del primo nucleo della chiesa di San Martino può essere approssimativamente collocata tra l’850 ed il 900.
1560 – Intorno al 1560 viene edificata la sacrestia della chiesa.
1565 – Nel 1565, su ordine di San Carlo Borromeo, la chiesa viene ampliata con la costruzione degli altari laterali e del transetto, vengo anche costruite le volte. Si parla di un coinvolgimento di Pellegrino Tibaldi.
1651 – Nel 1651 viene costruito l’organo con la cantoria in legno intagliato.
1921 – Nel 1921 vengono realizzate le decorazioni interne e l’affrescatura su progetto del pittore Pietro Pagani di Arluno al quale si deve anche la realizzazione delle decorazioni mentre gli affreschi sono opera di Giovanni Fenabeschi.
1922 – Nel 1922 l’organo viene riordinato e sottoposto a completa pulitura.
1928 – Nel 1929 si iniziano i lavori di ampliamento della chiesa su progetto del Prof. Oreste Benedetti con il contributo dell’Arch. Ambrogio Galli per il disegno della facciata inaugurata poi nel 1930 da Ildefonso Schuster.
1943 – nel 1943 l’organo viene spostato in controfacciata e restaurato. Solo nel 1960 invece si procede allo spostamento dei suoi apparati.
1990 – Nel corso degli anni 90 la chiesa è sottoposta ad un intervento generale di restauro, in particolare delle superfici interne.
1990 – Nel corso degli anni 90 viene restaurato nuovamente l’organo.
2007 – Tra il 2007 e il 2008 viene riorganizzato il presbiterio con la costruzione dei nuovi poli liturgici in pietra.