Chiesa di San Giuseppe (Graglio, Maccagno con Pino e Veddasca)

Diocesi di Milano - chiesa sussidiaria - Lombardia

Maccagno con Pino e Veddasca - VA - 21061

0332/558025

Le informazioni riportate, in tutto o in parte, sono riprese da BeWeb, la banca dati dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI , implementata dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio. Quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace.

XVII – Don Celestino Del Torchio, autore nel 1925 di un’utile storia della Valle Veddasca, così avviò la descrizione dell’oratorio di S. Giuseppe: “Vuolsi sia l’antico Lazzaretto a tempo della peste, poi mutato in Santuario (1600) alla Madonna per l’avvenuta miracolosa guarigione della sordomuta Sartorio, registrato nella cronistoria della parrocchia” di Graglio. La peste sarebbe quella ‘di S. Carlo’ (fine XVI sec.), particolarmente virulenta nell’alto Verbano; ma non ci sono altre prove di qualche lazzaretto nell’area. La cronologia proposta, invece, è accettabile (l’acquasantiera interna reca la data 1613); verosimile anche l’originaria dedicazione a Maria (documentata nel 1644) forse per via dell’affresco con Madonna ‘del latte’, murato sopra l’ingresso, più antico (inizi del XVI sec) e, forse, di trasporto dalla parrocchiale. Nel XVII sec., tuttavia, l’edificio era una semplice “cellula”, ossia di cappella aperta a protezione dell’affresco votivo.
1644 – Tra 1644 (mancata citazione) e 1683 (prima menzione) la “cellula” originaria fu racchiusa in una vera e propria chiesa, con aula rettangolare, presbiterio quadrato e portico in facciata. Se ne trova traccia nel progetto di ampliamento dell'”oratorio presente” avviato dal 1752 e nella visita del card. Pozzobonelli, del 1748, quando la chiesa era già preceduta dal singolare portico “quatuor subtulto pilis lateritiis” (in vero in pietra). L’altare maggiore, si apprende dalle carte del 1748, era dedicato a S. Giuseppe. Non è chiaro se la primitiva cappella aperta sia o meno da identificare con la prima campata del portico, sulla cui parete di fondo poteva sussistere (perché qui dipinta, o trasportata nel tempo) la Madonna ‘del latte’ di cui si è detto, oggi ricollocata (e vistosamente tagliata) sopra la porta d’ingresso. In ogni caso, vi è stata riconosciuta l’influenza della bottega itinerante di Antonio Da Tradate, attiva in valle attorno al 1504.
1752 – Nel 1752 gli abitanti di Graglio presentarono alla curia di Milano un disegno per la riforma dell'”angusto” oratorio, già esistente e rispondente alle norme. Si pensava, semplicemente, di chiudere una campata del portico, per aumentarne la capienza. Si risolse, invece, per uno slancio costruttivo di più alto profilo: fu ampliato il presbiterio in forma ottagonale e fu innalzata, al di sopra, una cupola retta da un tamburo cilindrico, estradossata e protetta da una copertura conica rivestita di ‘piode’, ossia scandole di pietra. Al centro del riformato presbiterio trovò posto un nuovo altare maggiore, complesso palinsesto di muratura, rivestito di stucchi ornamentali, vero gioiello racchiuso entro lo scrigno di severa pietra della chiesa.
XIX – Attorno al 1845 Antonio Ciseri avrebbe dipinto, sull’ancona dell’altare maggiore, costruita in muratura e, forse, prima occupata da un dipinto di soggetto sconosciuto, un complesso affresco con Madonna con bambino, S. Giuseppe e i santi Protaso e Gervaso, che ancora si ammira. L’attribuzione deriva da un coevo affresco presente in un’altra chiesa di Graglio (Madonna delle nevi), popolarmente attribuito ad una fase giovanile del pittore di Ascona, poi destinato a gloriosa carriera in Italia. L’assiepamento dei santi sull’altare trova una precisa corrispondenza nella storia devozionale della parrocchia: S. Giuseppe sostituiva l’antica invocazione dell’oratorio alla Madonna (all’Immacolata e allo sposo di Maria erano legate anche le feste celebrate nella chiesa); ai santi Gervaso e Protaso era intitolata la parrocchiale della località.

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Itinerario
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Visita guidata
Varese
28,00€
Santuario di Santa Maria dei Ghirli (Campione d’ Italia)
viale Marco da Campione, 48– Campione d’Italia CO