Chiesa di Santa Maria presso San Satiro


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Descrizione

Prima tappa del “Cammin breve” che dal Duomo accompagna i visitatori in un pellegrinaggio urbano fino alla Darsena, Santa Maria presso San Satiro, di poco arretrata rispetto alla strada, custodisce all’interno un’insospettabile bellezza, data dall’armonioso connubio tra le soluzioni architettoniche, antiche e moderne, e le testimonianze artistiche. Tanti sono i nomi importanti legati alla chiesa: dal duca Galeazzo Maria Sforza, committente dell’opera, a Donato Bramante, progettista e ideatore della geniale soluzione della zona presbiteriale (1480). Non potendo sviluppare un’ampia area absidale a causa della presenza di una strada assai frequentata, Bramante progettò una finta abside in stucco, realizzata secondo i principi della prospettiva che, nello spessore di soli 97 cm offre allo spettatore l’illusione di uno spazio molto più profondo. Il nome della Chiesa deriva dal nucleo più antico dell’edificio, il Sacello di San Satiro, commissionato dal Vescovo Ansperto nell’879. Da non perdere all’interno del Sacello, oggi Cappella della Pietà, il prezioso Compianto su Cristo morto realizzato in terracotta da Agostino de Fonduli, nel 1483. Dalla navata destra si accede all’antica sacrestia a pianta ottagonale, oggi battistero, e vero gioiello di architettura rinascimentale.

Curiosità

Forse non tutti sanno che San Satiro era il fratello di Sant’Ambrogio, sepolto nella cappella di San Vittore in Ciel d’Oro, adiacente alla Basilica ambrosiana.
La Chiesa di Santa Maria fu costruita nella seconda metà del Quattrocento per custodire un’icona miracolosa della Vergine con il Bambino che, colpita da una pugnalata, sgorgò sangue.