Pur non esistendo alcun documento sulla prima evangelizzazione del territorio lonatese, la presenza a Lonate, probabilmente dal VII secolo, di una chiesa dedicata ai santi Nazaro e Celso, sull’area dell’attuale piazza Mazzini, lascia supporre l’esistenza già in tale periodo di una comunità cristiana nella parte meridionale del paese, che e quella più antica.
È improbabile che ad officiare nelle chiese del luogo ci fossero dei sacerdoti stabilmente residenti. La residenza stabile di un sacerdote in un luogo comincia quando gli abitanti di esso sono in grado di mettergli a disposizione un beneficio (case e terreni), dal cui reddito egli potesse trarre i mezzi di sostentamento. Il primo beneficio o « rettoria », che venne costituito a Lonate presso la chiesa di San Nazaro, e da ritenersi non anteriore all’anno 1200.
Nel X secolo, certamente ad iniziativa della nobile famiglia « Lunati », feudataria del luogo, era stato eretto il “castello” (cioè una dimora fortificata), sull’area dell’attuale chiesa di Sant’Ambrogio, nel cui perimetro fu anche costruita una piccola chiesa ad uso dei nobili e del personale di servizio.
Nel 1319 in paese troviamo due « rettori », Giovanni Maridati in Sant’Ambrogio e Tommaso Ferrario in San Nazaro, circostanza dalla quale si deduce l’importanza e il benessere di Lonate che, in quel periodo, viene denominato « borgo », l’equivalente attuale di “piccola città”
Nel 1330 troviamo in attività a Lonate tre « ospizi », per dare assistenza (vitto, alloggio e vestiti) ai poveri e ai viandanti, che si reggevano soprattutto sulle generose off erte e sui lasciti dei ricchi: fare l’elemosina era infatti considerata condizione indispensabile per salvarsi l’anima.
Nel 1499, abbattuta la piccola chiesa romanica, Sant’Ambrogio venne riedificato a pianta ottagonale di ispirazione bramantesca.
Nel 1560 la chiesa fu prolungata con l’aggiunta della navata, e ne risultò un edificio di dimensioni rilevanti per quei tempi (38 x 13 metri). L’ampliamento della chiesa di Sant’Ambrogio determinò il rapido abbandono di San Nazaro, che già nel 1583 aveva cessato di funzionare come chiesa parrocchiale.
La chiesa parrocchiale era uno dei poli (l’altro era il Comune) attorno ai quali gravitava la vita dei lonatesi. Eppure, a partire dalla meta del secolo XV, la fede e la morale del clero e del popolo erano progressivamente decadute, tanto da rendere indispensabili le riforme introdotte dal Concilio di Trento.
In tale opera di moralizzazione e di riorganizzazione fu attivo San Carlo Borromeo, vescovo di Milano dal 1565; e nel 1567 era in visita pastorale al borgo di Lonate, che nel frattempo era stato incorporato nella pieve di Gallarate.
Egli concentrò la decina di monasteri del luogo nei tre più grandi di Santa Maria, Sant’Agata e San Michele, riunì i tre consorzi medioevali nella « scuola della Carità», rivide gli statuti delle confraternite e ne fondò di nuove (Disciplini, SS. Sacramento, SS. Rosario, Dottrina Cristiana), diede disposizioni circa la morale, i sacramenti e il culto, disponendo infine l’avvio della periodica compilazione degli « Stati d’anime », oggi tanto utili per ricostruire la storia antica e recente di Lonate.
Da quelli del 1574, che rappresentano il primo censimento lonatese di cui rimane la documentazione, effettuato dai curati Giovanni Setticelli e Giovanni Maria Frotti, la parrocchia di Sant’Ambrogio (Sant’Antonino era parrocchia e Comune autonomo) risultò composta in quell’anno da 1590 abitanti, del quali 1480 vivevano in paese suddivisi nelle 6 contrade, mentre i rimanenti erano sparsi nei cascinali (Tornavento contava 31 abitanti e la Cascina Maggia 26).
I dati lasciano intendere una fortissima mortalità infantile (un nato su due moriva entro i 10 anni), la presenza di pochissimi celibi e nubili sopra i 30 anni, un elevato numero di vedove sopra i 40 anni, una media di 5 persone per famiglia e la mobilità di molte famiglie che, per San Martino, cambiava la casa e i terreni in affitto. Delle 306 famiglie, 185 erano infatti dedite all’agricoltura.
1499 – Nel 1499, sul luogo di una preesistente cappella viene edificata una chiesa a pianta centrale con aula ottagonale.
1560 – Nel 1560 l’edificio ottagonale viene parzialmente abbattuto per ricavarne la cappella maggiore di un edificio di dimensioni maggiori che corrisponde a quello oggi esistente.
1583 – Nel 1583 viene disposto il completamento del portale maggiore e l’apertura dei due ingressi minori della facciata. Non è noto in che epoca questi vengano realizzati, si sa solo che sono certamente esistenti nel 1773.
1608 – Nel 1608 il Cardinal Federico Borromeo insiste per la costruzione di un nuovo campanile al fine di demolire quello esistente che grava sull’abside.
1785 – Nel 1785 viene realizzato il pavimento interno, in cotto.
1828 – Nel 1828 il preesistente altare i legno viene sostituito con un nuovo altare in marmi opera di Gaetano Catella di Viggiù (VA).
1833 – Tra il 1833 e il 1836 viene costruito l’organo dai fratelli Prestinari di Magenta.
1852 – Tra il 1852 e il 1859 vengono eseguite importanti opere di rifacimento dell’interno che comprendono, tra l’altro il restauro degli affreschi cinquecenteschi del catino absidale eseguito da Mauro Conconi nel 1859.
1902 – Nel 1902 viene realizzato il primo impianto di luce elettrica.
1902 – Tra il 1902 e il 1904 vengono condotti importanti lavori di decorazione interna della chiesa, viene sostituito il pavimento e la mensa dell’altare.
1947 – al termine della Seconda Guerra Mondiale la chiesa viene sottoposta ad una nuova importante campagna di restauro.
1954 – Tra il 1954 e il 1960 vengono condotti lavori di consolidamento e modifica della facciata che comprendono, tra l’altro, lo smontaggio dei portali laterali seicenteschi. Viene anche realizzato l’impianto di riscaldamento mediante lo scavo di importanti cunicoli sotto il pavimento dell’aula.
1997 – Tra il 1997 e il 1998 sono stati restaurati gli affreschi cinquecenteschi.
Nei dintorni
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Basilica di Santa Maria Assunta, Piazza della Libertà, Gallarate, VA, Italia
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Battistero di San Giovanni nel complesso pievano di San Vittore (Arsago Seprio)