sec. XI – Il primo edificio di culto sarebbe sorto nel 1098 (data letta a fine Settecento su di un mattone dal sacerdote don Paolo Antonio De Petri) in associazione ad un cenobio femminile benedettino, costruito a sua volta in una struttura scelta da S. Ambrogio come dimora estiva e poi passata alla sorella S. Marcellina.
sec. XVI – La chiesa viene descritta nelle visite pastorali. Nel 1604 le reliquie dei Magi qui conservate vennero trasferite nella parrocchiale di S. Bartolomeo.
sec. XIX – La chiesa viene soppressa e diventa di proprietà prima del conte Alessandro Ottolini, poi nel 1804 di Elisabetta Napollon, moglie di Giulio Ottolini, quindi del conte Tizzoni d’Increa e infine dei Rizzi.
1846 – La famiglia Rizzi fa abbattere parte dell’antico edificio di culto ed esegue una ristrutturazione.
1883 – L’edificio, nel frattempo divenuto di proprietà della famiglia Gnecchi, subisce un radicale restauro i cui risultati sono ancora visibili.
1953 – L’edificio viene restaurato da Franco Milani; viene realizzata la lunetta mosaicata raffigurante S. Ambrogio.

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