La chiesa, orientata ad ovest, presenta un tipico impianto basilicale a tre navate con transetto terminante con cappelle emicicliche estradossate, presbiterio e zona absidale anch’essa estradossata. Il campanile originariamente previsto nel progetto non fu mai realizzato.
Esternamente i prospetti sono interamente in laterizi facciavista con alcuni cantonali in materiale lapideo e alcuni blocchi lapidei inseriti nella muratura anche con funzione decorativa.
La facciata principale a capanna è anticipata da un protiro a tre arcate con analogo andamento e fiancheggiato da due ambienti poligonali coperti da alti tiburi conclusi con lanterne anch’esse ad andamento poligonale.
Superati i tre portali di accesso architravati la chiese si presenta interamente intonacata ad eccezione degli archi e dei pennacchi di raccordo con le volte e la cupola, nonché dei sostegni verticali che ripartiscono lo spazio in tre navate e che sono alternativamente colonne in granito e pilastri polilobati misti (blocchi lapidei e porzioni in muratura di laterizio) secondo una tradizione tipicamente lombarda di stampo neoromanico.
A lato dell’ingresso sono presenti due cappelle speculari contenenti statue e immagini di santi; quella di sinistra originariamente ospitava il battistero.
La chiesa è illuminata naturalmente da monofore presenti nelle cappelle laterali, nel catino absidale e nella controfacciata, dove la disposizione segue l’andamento della copertura.
Il transetto si conclude con due cappelle emicicliche: a destra l’altare di San Giuseppe dove è anche collocata la Custodia Eucaristica; a sinistra l’altare della Madonna, dove è collocato il fonte battesimale.
1926 – Su esigenza della popolazione del quartiere, l’arcivescovo di Milano, Eugenio Tosi, promuove anche economicamente la costruzione della nuova chiesa, progettata dall’arch. Piero Palumbo in stile neo-romanico. Il primo aprile del 1928 viene inaugurata la prima parte della chiesa (dal pronao fino al transetto escluso) e pone la prima pietra dove sorgerà l’altare maggiore.
1932 – Nel dicembre del 1932 la chiesa viene ultimata e l’11 dicembre dello stesso anno viene inaugurata. La consacrazione avverrà il 28 giugno da parte del card. Schuster.
1946 – Alla fine della seconda guerra mondiale, il parroco don Giulio continua l’opera del predecessore: nel settembre del 1946 innalza la cupola; nel maggio del 1948 inaugura il nuovo altare dedicato a Maria Santissima.
1951 – Negli anni cinquanta vengono intrapresi numerosi lavori di completamento: nel 1951 vengono realizzate le decorazioni dell’abside che rappresentano i tre momenti pricipali della vita di San Paolo ad opera dell’artista Vanni Rossi; nel 1952 viene costruito il pronao laterale e rifatto l’impianto di illuminazione; nel 1956 viene ampliato il pronao in facciata.
1963 – Nel 1963 don Giacomo rinnnova l’impianto di riscaldamento e l’anno successivo intraprende la pulitura degli interni della chiesa. Nel 1967 vengono ridatte le coperture.
1979 – Nel 1979 viene realizzata una rampa sul lato destro del sagrato per permettere il superamento del dislivello esistente a persone con disabilità motoria.
1991 – Il 21 giugno viene consacrata dall’arcivescovo Martini la nuova mensa, realizzata dalla scuola Beato Angelico per adeguare la chiesa ai dettami del Concilio Vaticano II.
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