Sacro Monte di Varese


You are here:
tutti i giorni 7.30 - 12.00 e 14.00 - 17.30 (ora solare); 7.00 - 12.00 e 14.00 - 18.00 (ora legale)
Viale del Santuario, 21100 - Varese (VA)

Descrizione

IL SACRO MONTE DI VARESE è inserito nel sito UNESCO “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” dal 2003. È un complesso devozionale costituito da 14 Cappelle, il Santuario e la Cripta, eretto sul monte di Velate fra il 1604 e il 1698 quale opera di evangelizzazione popolare tesa a celebrare i dogmi della chiesa cattolica contro il dilagare della riforma protestante.

L’itinerario si compone di una Via Sacra lunga circa 2 km con 14 cappelle dedicate ai Misteri del Rosario. Percorribile solo a piedi, conduce alla sommità del monte.

A fianco della prima cappella del Sacro Monte di Varese è presente il Centro Espositivo Monsignor Macchi, luogo di accoglienza per visitatori e pellegrini.

Al termine dei 2 km di percorso in salita, con fondo acciottolato, si entra nel piccolo borgo di Santa Maria del Monte dove è possibile visitare il Santuario, l’antica Cripta, il Museo Baroffio e la Casa Museo Pogliaghi.

Nel borgo è presente ed attivo anche il Monastero delle Romite Ambrosiane.

VIDEO 

Curiosità

VIALE DELLE CAPPELLE

La Via Sacra del Sacro Monte di Varese è un ampio viale acciottolato che sale per più due chilometri lungo le pendici del monte fino a raggiungere il Santuario di Santa Maria svolgendo un cammino scandito da quattordici cappelle dedicate ai Misteri del Rosario (il XV mistero è celebrato in santuario) e realizzate tra 1604 e 1698.

Le cappelle, progettate dal valente architetto varesino Giuseppe Bernasconi secondo modelli autonomi che conferiscono unicità a ogni cappella, in studiato rapporto con la natura intorno, sono animate da gruppi scultorei in terracotta policroma, realizzati da Francesco Silva, cui sono attribuite le sculture di ben dieci cappelle, Dionigi Bussola, Cristoforo e Marco Antonio Prestinari, Martino Retti, Carlo Antonio Buono. Gli affreschi furono eseguiti da pittori quali Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Giovan Paolo Ghianda, Giovan Francesco e Giovan Battista Lampugnani, Giovan Battista e Giovan Paolo Recchi, Carlo Francesco Nuvolone, Giovanni Ghisolfi, Antonio Busca, Stefano Maria Legnani.

Al di fuori della Terza Cappella è inoltre presente l’acrilico della “Fuga in Egitto” di Renato Guttuso realizzata nel 1983.

SANTUARIO DI SANTA MARIA DEL MONTE

Collocato sulla sommità della montagna, il Santuario è uno notevole esempio di stile barocco che conserva una storia secolare: edificato a partire dal XII secolo, venne poi ampliato nel XV secolo e infine arricchito di nuove opere nel periodo di realizzazione del Viale delle Cappelle, quando divenne la quindicesima cappella della Via Sacra. Quasi perduto il ricco apparato decorativo che i signori di Milano commissionarono per il più importante santuario mariano del loro ducato, l’attuale veste del Santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese va fatta risalire in buona sostanza al XVII secolo: una fastosa decorazione nella quale gli affreschi di Giovan Mauro della Rovere, di Giovanni Paolo Ghianda, di Salvatore Bianchi, dei Lampugnani sono inquadrati da abbondanti stucchi barocchi. Anche l’imponente altare maggiore, sul quale è posta la venerata statua lignea della Madonna col Bambino, d’intaglio trecentesco, fu realizzato dopo la metà del Seicento. La stagione decorativa che interessò il santuario nel XVII secolo si collega alla grandiosa impresa della Via Sacra del Sacro Monte di Varese.

CRIPTA DEL SANTUARIO

Riaperta al pubblico nel 2015 dopo importanti restauri condotti tra 2013 e 2015 grazie al contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Paolo VI, la Cripta è accessibile al di sotto dell’attuale Santuario e conserva i resti della più antica chiesa ad oggi nota nel sito. Costruita nel IX- X secolo l’antica chiesa venne trasformata in ambiente sotterraneo nel XII secolo quando si iniziò l’edificazione del nuovo Santuario ad una quota superiore. La Cripta romanica ha restituito durante i recenti scavi, testimonianze archeologiche databili al V-VI secolo d.C., che attestano l’antichità del culto sulla montagna.

CASA MUSEO POGLIAGHI

Collocata lungo il tratto finale del Viale delle Cappelle, la Casa Museo Pogliaghi è stata la residenza-laboratorio dell’artista milanese Lodovico Pogliaghi. Costruita, su progetto dello stesso artista, a partire dal 1885 decise di acquistare vari terreni attigui sui quali iniziò a costruire la villa alla quale lavorò quotidianamente e alacremente fino alla morte. L’edificio, progettato dallo stesso Pogliaghi, riflette il gusto ecclettico dell’epoca e l’interesse del proprietario verso tutte le forme d’arte.

La collezione di Lodovico Pogliaghi, esposta nelle sale e nel giardino della Casa Museo, comprende preziosi reperti archeologici egizi, etruschi e di età greco-romana, pitture e sculture databili tra il Rinascimento e l’epoca barocca, una ricca collezione di tessuti antichi europei e asiatici, pregiati arredi storici, curiosità e oggetti bizzarri da tutto il mondo. Accanto alla sua collezione, la villa conserva bozzetti, gessi, disegni e materiali di lavoro di Pogliaghi. Pittore, scultore, architetto e scenografo, si applicò con grande finezza ed eleganza anche alla grafica, alla glittica, all’oreficeria e all’arte vetraria, lavorando per committenze di grande importanza. La sua opera più nota è sicuramente la porta maggiore del Duomo di Milano, il cui gesso originale è conservato presso la casa museo. Parte della collezione, esposta con un allestimento museale, è visibile negli ambienti, restaurati e nuovamente allestiti nel 2005, del Rustico della Casa Museo Lodovico Pogliaghi. In totale la casa museo ospita più di 1500 opere tra dipinti, sculture e arti applicate e circa 580 oggetti archeologici.

MUSEO BAROFFIO

Posto accanto al Santuario di Santa Maria del Monte, Il Museo Baroffio, di proprietà della Parrocchia di Santa Maria del Monte, è il più antico museo di Varese tuttora visitabile e ospita al suo interno tre importanti collezioni: quella storico-artistica di Santa Maria del Monte, la raccolta del barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio e una sezione d’arte del Novecento, legata alla figura di Mons. Pasquale Macchi. La collezione annovera al suo interno opere seicentesche e di fiamminghi e manufatti artistici provenienti dal Santuario e che spaziano dall’epoca romanica fino al pieno XVII secolo. Molto ricca la collezione contemporanea con opere di Guttuso, Matisse, Bodini, Carpi e altri protagonisti del XIX-XX secolo.