Chiostro di Sant’Eustorgio – Museo della Basilica di Sant’Eustorgio


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LUN - DOM (10.00 - 18.00) [chiusura biglietteria ore 17.30]
Piazza Sant'Eustorgio, 3 - Milano (MI)

Descrizione

Il Museo della Basilica di sant’Eustorgio, che insieme alla basilica di Sant’Eustorgio e al Museo Diocesano Carlo Maria Martini è parte del complesso dei Chiostri di Sant’Eustorgio, è composto da importanti testimonianze monumentali e storico artistiche molto diverse fra loro ma di importanza fondamentale nel contesto milanese, a partire dal cimitero Paleocristiano, che si trova sotto la navata della chiesa, dove fra il 1959 e il 1962 furono rinvenuti i resti di una necropoli tardo antica. Del Museo fanno inoltre parte i due monumentali ambienti della Sala Capitolare e della sacrestia Monumentale attraverso i quali si accede alla Cappella Portinari. Quest’ultima, capolavoro dell’architettura rinascimentale lombarda, racchiude il ciclo affrescato da Vincenzo Foppa fra il 1462 e il 1468 e l’Arca di san Pietro Martire straordinaria testimonianza della scultura gotica, realizzata da Giovanni di Balduccio fra il 1336 e il 1339.
La cappella Portinari fu realizzata tra il 1462 e il 1468 circa su commissione di Pigello Portinari, un fiorentino trasferitosi a Milano per divenire responsabile del Banco Mediceo. La struttura architettonica si articola in un vano principale a pianta quadrata, con cupola a sedici spicchi, e una piccola abside, anch’essa quadrata, secondo uno schema brunelleschiano, voluto probabilmente da Pigello per ribadire le proprie origini fiorentine. La cappella costituisce una testimonianza fondamentale degli esordi di un linguaggio rinascimentale di matrice toscana innestato sulla cultura lombarda. Grande rilievo assume la ricca decorazione plastica, prevalentemente in terracotta, che coinvolge la trabeazione, gli archivolti, le incorniciature delle finestre, che dialogano con gli splendidi affreschi di Vincenzo Foppa dedicati alle storie di San Pietro Martire.

Curiosità

Il ciclo pittorico della cappella Portinari fu eseguito fra il 1462 e il 1468 da Vincenzo Foppa. Le scene principali raffigurano sulla parete di fronte all’ingresso l’Annunciazione, sulla parete opposta l’Assunzione della Vergine, sulla parete sinistra il Miracolo del piede risanato e il Martirio di S. Pietro Martire, sulla parete destra il Miracolo della nube e il Miracolo della falsa Madonna. La scelta di raffigurare scene della vita della Vergine trova giustificazione nel fatto che i Domenicani furono grandi promotori del culto mariano. All’attività dei predicatori dell’ordine vanno riferite anche l’attenzione didascalica e la semplicità di narrazione, nonché la scelta di episodi emblematici della vita di S. Pietro Martire: oltre a quello del martirio, di cui si sottolinea il momento in cui il santo, già colpito a morte, afferma la propria fede scrivendo «credo» con il proprio sangue, sono stati scelti tre miracoli. Il primo evidenzia le doti di taumaturgo del santo (il Miracolo del piede risanato), mentre i due sulla parete destra sono legati alle vicende relative alla lotta contro l’eresia catara. Nel Miracolo della falsa Madonna, infatti, S. Pietro svela l’inganno di un eretico cataro che aveva convinto i fedeli a venerare una falsa Madonna, che le corna indicano inviata dal demonio. Nell’altra scena dello stesso arcone si racconta di un episodio avvenuto proprio nella piazza davanti alla chiesa di S. Eustorgio: S. Pietro fece comparire una nuvola carica di pioggia che diede refrigerio a tutti i fedeli che stavano ascoltando il santo.
Il programma iconografico si completa con la decorazione dei pennacchi aperti da oculi entro i quali si vedono i quattro padri della Chiesa (S. Gregorio Magno, S. Girolamo, S. Ambrogio e S. Agostino), e della parte inferiore della cupola, in cui attraverso otto oculi si affacciano altrettanti busti di santi.