Basilica di Sant’Ambrogio


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LUN - SAB (7.30 - 12.30 e 14.30 - 19.00); DOM (7.30 - 13.00 e 15.00 - 20.00) [per le visite verificare che non ci siano liturgie in corso]
Piazza Sant'Ambrogio, 25, Milano (MI)

Descrizione

Vero cuore spirituale di Milano, la Basilica di Sant’Ambrogio racconta l’identità cristiana della città fin dall’epoca paleocristiana. Edificata come Basilica dei Martiri dal Vescovo Ambrogio a partire dal 379, oggi porta il nome del Santo fondatore, sepolto nella cripta accanto ai santi martiri Gervaso e Protaso. Nell’Atrio di Ansperto, dal nome del vescovo che intervenne sulle strutture della basilica in epoca medievale (IX secolo), l’impianto e la decorazione presentano caratteri tipicamente romanici come evidente nelle forme dei capitelli intrisi della simbologia cristologica e dei bestiari medievali. L’interno della Basilica accompagna il fedele nel cammino verso l’altare con testimonianze artistiche che attraversano i secoli a partire dall’epoca tardoantica, passando dal periodo altomedievale fino agli interventi di restauro del XX secolo. Da non perdere l’ambone romanico, eretto sul sarcofago romano detto “di Stilicone” e il ciborio che sovrasta il preziosissimo altare di Volvinio, capolavoro di oreficeria carolingia. La zona absidale è illuminata dal mosaico del Cristo benedicente tra le scene del miracolo dell’ubiquità di Sant’Ambrogio che risale, per la parte più antica, ai secoli IV e VII, con significativi rifacimenti successivi, fino all’ultimo dopoguerra. Dalla navata destra è possibile accedere al Sacello di San Vittore in Ciel d’oro, un tempo staccato dalla Basilica, dove potrete ammirare il più antico ritratto di Ambrogio, realizzato a mosaico tra il V e il VI secolo. Dalla navata sinistra si accede al Portico della Canonica che conserva gli interventi di fine Quattrocento, ad opera del Bramante, su committenza sforzesca.

Curiosità

Sulla sinistra dell’ingresso del complesso monumentale, si trova una colonna di epoca romana nota come la “Colonna del Diavolo”. Secondo la leggenda, i fori presenti sul fusto della colonna furono generati dalle corna del diavolo tentatore che, scontratosi con un combattivo Sant’Ambrogio, andò a sbattere la testa proprio contro la colonna, rimanendo incastrato fino al giorno seguente, quando scomparve in uno dei due fori, creando così un varco verso l’inferno. Ancora oggi si dice che, accostandosi in prossimità dei buchi, si riesca a percepire odore di zolfo.