1566 – A Castione, nel 1566 esisteva una piccola Chiesuola dedicata alla Madonna, dove si celebrava saltuariamente. L’oratorio era di piccole dimensioni, coperto da una volta e provvista di altare chiuso da una cancellata. Era ben curato e dipinto. Dell’antico edificio non ci sono più tracce ma da lì è cominciata l’edificazione dell’attuale chiesa dedicata a S. Carlo, a partire dal 1613 e ultimata dopo il 1615. Questa chiesa fu una delle prime in diocesi a portare la dedicazione di S. Carlo Borromeo.
1661 – L’oratorio rimase incompiuto per diverso tempo. Solo dopo il 1661, quando si era da poco ultimata anche la sacrestia, si costruirono anche le due campate mancanti sulla navata, con volte ungulate. Questo grazie a donazioni o introiti da parte della famiglia Mazzucconi. Questa famiglia abitò nel palazzetto adiacente la chiesa e diede ad essa numerosi donativi. Ecco la presenza in chiesa degli stemmi di famiglia dipinti. Anche il parroco Dernisio lasciò nel 1617 un consistente capitale, come commemorato nella lapide posta sopra alla porte del campanile. Dunque furono le numerose donazioni che permisero e facilitarono gli interventi alla chiesa, sino al Settecento. Non solo, vennero acquistate opere d’arte da esporre e realizzato l’architrave .
XVIII – Molti lavori di restauro e riparazione avvennero anche nel Settecento, come la costruzione dell’altare maggiore scolpito in legno e la tinteggiatura delle superfici, in particolare con terre gialle per le cornici. In quel periodo venne costruito il campanile (1743) dal mastro Giuseppe Airoldi del Paradiso, in sostituzione del pilastrello che sosteneva la singola campana.
XIX – Nel 1820, il campanile ebbe necessità di restauri e in quella occasione si posero altre due campane. Nel 1949 si fece una ripresa della copertura del portico e qualche anno dopo, nel 1855, si risanò la parete esterna, togliendo il terrapieno che occludeva la parete presbiteriale. Nel 1865 si chiese al pittore F. Tagliaferri di dipingere l’interno della chiesa.
XX – Durante i primi anni del Novecento, con don Amedeo Calloni, usando fondi propri, venne nuovamente rinnovato il tetto, il campanile e anche la tinteggiatura generale. Si ripulirono gli arredi e si acquistarono nuove reliquie in vista della festa di S. Carlo del 1910, centenario della santificazione. Altri interventi avvennero nel 1928 e nel 1952.
Nel 1953 con Muttoni si rinnovò l’apparato decorativo, in particolare il pittore A. Galli restaurò la pala e il quadro della natività. Non solo, il Galli affrescò nel presbiterio la scena con S. Carlo tra gli appestati.
2001 – Grazie al contributo della Fondazione Lecchese risalgono gli ultimi restauro del 2001.

Nei dintorni